Radar: delusione macro

17/12/2018 Euromobiliare AM SGR
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L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • I mercati continuano a mostrare un comportamento avverso al rischio;
  • Imprevedibile l’esito della Brexit;
  • Mercoledì 19 dicembre si riunirà la banca centrale americana;
  • USA, giovedì 3 gennaio 2019 sarà pubblicato l’ISM manifatturiero e venerdì 4 gennaio 2019 avremo l’aggiornamento sul mercato del lavoro;
  • Area Euro, venerdì 4 gennaio saranno rilasciati i dati preliminari di inflazione relativa a dicembre.

Durata: 4 minuti

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A meno di 10 sedute dalla fine dell’anno, i mercati continuano a mostrare un comportamento avverso al rischio. In calo l’azionario con gli Stati Uniti che da due mesi a questa parte sembrano aver perso le doti di difensività mostrate per larghi tratti del 2018. Il rendimento del Treasury decennale si è mantenuto sotto il 3% con la componente delle aspettative di inflazione che è scesa ulteriormente in area 1.8%, segnale piuttosto accentuato di malessere congiunturale. Hanno infatti sorpreso significativamente al ribasso gli indici di fiducia delle imprese americane sia manifatturiere che dei sevizi rendendo il tema del rallentamento d’attualità anche per gli USA che fino ad ora ne erano risultati meno coinvolti. Né altre aree hanno dato gli sperati segnali di stabilizzazione e/o ripresa. Mi riferisco tanto alla Cina quanto alla zona euro dove la vicenda dei gilet gialli ha pesato su una dinamica già debole.

Per rimanere nel vecchio continente segnaliamo da un lato che la parziale retromarcia sulla manovra del governo italiano ha consentito per ora un rientro dello spread in area 270 punti base, ma non è affatto scontato che la procedura di infrazione venga evitata.

Dall’altro appare sempre più imprevedibile l’esito della Brexit con la May che stenta a trovare un accordo migliorativo con Bruxelles da sottoporre al parlamento inglese. Riprende addirittura quota l’ipotesi di un nuovo referendum.

Venedo all’agenda delle prossime tre settimane pochi gli appuntamenti di rilievo.

Mercoledì 19 dicembre si riunirà la banca centrale americana: ormai certo un rialzo di 25 punti base a 2.50% dei Fed Funds. Punto focale del meeting il sentiero di normalizzazione; la FED punta ancora a 3 rialzi dei tassi ufficiali nel 2019 ma il mercato, al momento, ne incorpora di 1. Powell si mostrerà più flessibile rispetto alla rimozione dello stimolo monetario condizionandolo all’andamento dei dati economici. Non è quindi da escludere che sia la banca centrale ad andare incontro al mercato in un contesto di rallentamento congiunturale accompagnato da minori  pressioni inflazionistiche.

Sempre negli USA giovedì 3 gennaio 2019 sarà pubblicato l’ISM manifatturiero: si tratta di un importante test per l’andamento ciclico a fronte del sorprendente calo degli indici PMI della scorsa settimana.

Venerdì 4 gennaio 2019 avremo l’aggiornamento sul mercato del lavoro con una disoccupazione sempre sui minimi di ciclo. Da monitorare l’andamento dei salari che dovrebbero continuare a registrare una crescita superiore al 3%.

Passando all’area euro venerdì 4 gennaio saranno rilasciati i dati preliminari di inflazione relativa a dicembre. La dinamica dei prezzi è destinanta ad indebolirsi, come evidenziato dalla stessa BCE.  L’indice headline dovrebbe rimanere sotto 2%, complice anche la componente energetica.

 

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