Radar: Delusione macro e tensioni geopolitiche

27/05/2019 Euromobiliare AM SGR
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L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • Il riemergere dei timori sulla tenuta del ciclo globale porta i rendimenti governativi core ai minimi dell’anno; 
  • Gli indici americani registrano un brusco calo verso area 50;
  • Brexit: guadagna punti lo scenario di una uscita senza accordo;
  • L’apertura dei mercati post elezioni appare composta con gli indici azionari europei in lieve rialzo;
  • Mercoledì 29 e venerdì 31 i dati preliminari di inflazione in maggio in alcuni dei principali paesi dell’area euro.

Durata: 3 minuti e mezzo

Tensione sempre alta tra Cina e USA e il riemergere dei timori sulla tenuta del ciclo globale portano i rendimenti governativi core ai minimi dell’anno e infliggono all’azionario la terza settimana consecutiva di ribassi, anche se la correzione si mantiene ordinata con indici di volatilità su livelli medio bassi.

Per quanto riguarda la disputa sino-americana, il boicottaggio di Huawei finisce per mettere sotto pressione anche il comparto tecnologico americano che fino ad ora aveva contribuito non poco a sostenere la sovraperformance di Wall Street.

Sul fronte macroeconomico la delusione è arrivata dagli indici di fiducia delle imprese. In area euro non si configura l'atteso recupero del PMI manifatturiero, ma nemmeno un significativo deterioramento. La vera sorpresa negativa è arrivata invece dagli indici americani che registrano un brusco calo verso area 50. Unico aspetto positivo di questa marcata perdita di momentum dell’economia statunitense potrebbe essere rappresentato da un indebolimento del dollaro che allevierebbe le tensioni nell’area emergente.

Non ha aiutato a rasserenare gli animi nemmeno l’annuncio delle dimissioni del primo ministro May, cha ha dovuto prendere atto del fallimento della sua strategia in merito alla Brexit. Di conseguenza guadagna punti lo scenario di una uscita senza accordo. La vittoria di Farage alle elezioni europee sembra rafforzare questa ipotesi, ma la decisa posizione pro Europa della Scozia, che aprirebbe ad una spaccatura del paese, ne potrebbe ridimensionare in parte l’impatto.

In generale l’apertura dei mercati post elezioni appare composta con gli indici azionari europei in lieve rialzo. Il mancato sfondamento dell’ala populista al parlamento europeo sembra per ora lasciare tranquilli gli investitori, che già avevano fatto i conti con la prospettiva di una maggior frammentazione e della perdita della maggioranza assoluta da parte di popolari e socialisti.

Italia e Francia spiccano per il risultato dei partiti sovranisti che risultano prima forza politica, tuttavia i listini dei due paesi incorporano anche la reazione positiva al potenziale accordo Renault-FCA. Anche lo spread BTP-Bund sulla scadenza a 10 anni non dà per ora segnali di nervosismo, ma resta da vedere se l’orientamento a finanziare la spesa pubblica in deficit da parte della Lega non possa creare nuove tensioni sullo spread nell’immediato futuro.

L’agenda economica della settimana prevede tra mercoledì 29 e venerdì 31 i dati preliminari di inflazione in maggio in alcuni dei principali paesi dell’area euro.

Francia, Spagna Germania e Italia dovrebbero essere accomunate da una tenuta della componente core, ma da una decelerazione degli indici headline dettata dalla discesa dei prezzi dei beni energetici.

 

 

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