Radar: Dicembre parte in modalità risk-off

10/12/2018 Euromobiliare AM SGR
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L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • La prima settimana di dicembre è all'insegna del risk-off;
  • L'S&P500 torna sui minimi di fine ottobre;
  • Il Treasury decennale scende al di sotto del 3%;
  • Martedi' 11 dicembre: il parlamento inglese è chiamato ad approvare proposta di accordo per la Brexit;
  • Giovedì 13 dicembre: si riunirà la Banca Centrale Europea;
  • Venerdì 14 dicembre: in area euro usciranno i dati preliminari della fiducia delle imprese.

 

Durata: 4 minuti

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La prima settimana di dicembre è all’insegna del risk-off, prevale infatti una correlazione negativa fra indici governativi e classi di attivo rischiose. Dopo un inizio incoraggiante una crescente incertezza sulla tenuta dei rapporti fra Stati Uniti e Cina fa da detonatotore per un aumento della volatilità.

In territorio negativo tutti i principali listini ed i peggiori sono quelli di Wall Street con l’S&P500 che torna sui minimi di fine ottobre. Deciso allargamento degli spread di credito soprattutto nel comparto HY  ormai allineato all’andamento dell’azionario. I governativi si dimostrano invece un buon hedge di portafoglio con rendimenti in netto caloil Treasury decennale scende di slancio al di sotto del 3.0% ed il Bund a 0.25%, specchio dei timori sulla forza del ciclo globale. Negli USA è la componente reale a guidare il movimento sintomo anche di aspettative di una Fed più accomodante nel 2019, uno sviluppo da interpretare favorevolmente.

Venendo all’agenta della settimana sono diversi gli appuntamento di rilievo.

Partiamo dal vecchio continente: martedì 11 dicembre il parlamento inglese è chiamato ad approvare proposta May di accordo per la Brexit. A parere di Euromobiliare Am Sgr, quasi certamente la proposta verrà rigettata aprendo così a diversi scenari. Una sconfitta di misura del governo lascerebbe ancora spazio ad una soluzione di soft-Brexit rivista e corretta. Diversamente si andrebbe incontro ad uno scenario caotico dagli esiti imprevedibili.

Giovedì 13 dicembre si riunirà la banca centrale europea. La conferma della fine del QE e la definizione della politica di reinvestimento dei titoli in bilancio da un lato e nuove stime macroeconomiche dall’altro sono i punti salienti di questo meeting alla luce della debolezza della congiuntura e dei fronti politici aperti all’interno dell’Europa: Brexit, Italia e la new entry Francia. Data l’incertezza dello scenario la BCE potrebbe aggiustare solo marginalmente al ribasso le stime di crescita e inflazione per quest’anno ed il prossimo, rimandando quindi a marzo 2019 una più consistente revisione del quadro economico e della forward guidance (ovvero delle indicazioni sul futuro indirizzo della politica monetaria).

Venerdì 14 dicembre sempre in area euro usciranno i dati preliminari della fiducia delle imprese in dicembre. Gli indici PMI dovrebbero dare un segnale di stabilizzazione interrompendo un trend discendente che dura da gennaio. Da monitorare la componente manifatturiera misura dell’impulso ciclico.

Passando agli USA mercoledì 12 sarà pubblicato il dato di inflazione relativa a novembre. L’indice headline è atteso intorno al 2,2% da 2,5% di ottobre a causa della componente energetica. Questo trend di rallentamento della dinamica dei prezzi è destinato a protrarsi per qualche mese fino a che gli effetti del collasso del prezzo del petrolio non saranno del tutto incorporati. L’indice core al contrario in prospettiva dovrebbe mantenersi stabile intorno al 2%.

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