Radar: Effetto domino

02/03/2020 Euromobiliare AM SGR

L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • La diffusione ormai globale del Coronavirus ha scatenato un violento movimento di risk-off che non ha risparmiato nessuna asset class di rischio;
  • Il comparto azionario risulta essere il più colpito in valore assoluto con una perdita dell’11% per l’indice globale;
  • Il contagio si è inoltre esteso al mondo del credito, soprattutto al comparto High Yield colpito da un calo prossimo al 3,0% sulle due sponde dell’Atlantico;
  • L’indice governativo italiano lascia sul campo 1,6% e lo spread BTP- Bund chiude la settimana a 173 punti base;
  • Sul fronte valutario in rafforzamento lo yen che ritrova la sua caratteristica difensiva, al contrario il dollaro si indebolisce a fronte di quadro macro domestico destinato a peggiorare;
  • Il mercato è già posizionato per un taglio di 50 punti base nella prossima riunione della Fed di metà marzo che porterebbe i Fed Funds a 1,25%;
  • Tra Lunedì 2 e mercoledì 4 marzo negli USA saranno pubblicati rispettivamente ISM manifatturiero e servizi relativi a febbraio;
  • Martedì 3 marzo inflazione di febbraio in area euro;
  • Venerdì 6 marzo un quadro aggiornato a febbraio del mercato del lavoro statunitense.

 

La settimana appena conclusa rientra a buon diritto nel novero delle peggiori settimane nella storia dei mercati finanziari. La diffusione ormai globale del Coronavirus ha scatenato un violento movimento di risk-off che non ha risparmiato nessuna asset class di rischio.

Il comparto azionario risulta essere il più colpito in valore assoluto con una perdita dell’11% per l’indice globale. Sottoperformano l’Europa e gli Stati Uniti, che per una volta perdono lo status di “safe heaven”. La dispersione dei ritorni è stata comunque piuttosto modesta sia a livello geografico che settoriale.  Anche i settori fin ad ora più resilienti, come utilities e tecnologia, sono stati infatti travolti da un’ondata di vendite.

Il contagio si è inoltre esteso al mondo del credito, soprattutto al comparto High Yield colpito da un calo prossimo al 3,0% sulle due sponde dell’Atlantico. Allargamento degli spread e salita dei rendimenti corporate sono destinati a preoccupare i banchieri centrali chiamati a fronteggiare un restringimento indesiderato delle condizioni finanziarie in un contesto economico già in forte deterioramento.

Non si sono rivelati immuni dagli effetti dall’aumento di avversione al rischio nemmeno i governativi periferici di area euro. L’indice governativo italiano lascia sul campo 1,6% e lo spread BTP- Bund chiude la settimana a 173 punti base, totalizzando un aumento di 50 punti base dai minimi di fine gennaio.

Speculare l’andamento dei governativi risk-free con guadagni nell’odine del 2% per l’indice americano e 1,5% per quello tedesco. Il Treasury vede rendimenti in caduta libera su tutte le scadenze, in particolare quelle brevi che vanno ad incorporare ben 3 tagli della Federal Reseve.

Sul fronte valutario in rafforzamento lo yen che ritrova la sua caratteristica difensiva, al contrario il dollaro si indebolisce a fronte di quadro macro domestico destinato a peggiorare. Neppure l’oro, con un -7% ha funzionato come bene rifugio.

In questo contesto non sorprende che Jerome Powell, con una dichiarazione non programmata, venerdì 28 abbia aperto alla prospettiva di un deciso intervento della Fed alla luce dei crescenti rischi al ribasso per la crescita globale posti in essere dalla diffusione del Covid-19. Il mercato è già posizionato per un taglio di 50 punti base nella prossima riunione di metà marzo che porterebbe i Fed Funds a 1,25%.

Con la chiusura di febbraio il bilancio da inizio anno vede azionario e High Yield in territorio negativo e performance positive per i governativi, Investment Grade e debito emergenti. Una fotografia che riporta alla memoria l’ultimo trimestre del 2018 in cui forti erano i timori di una prossima recessione.

All’apertura di lunedì 2 marzo BOJ e BOE si uniscono alla Fed manifestando l’intenzione di assicurare interventi appropriati per garantire stabilità; la banca centrale australiana dovrebbe tagliare i tassi nella riunione del 3 marzo.

Questa settimana dunque occhi puntati su banche centrali, evoluzione dell’influenza e dati economici.

Tra Lunedì 2 e mercoledì 4 marzo negli USA saranno pubblicati rispettivamente ISM manifatturiero e servizi relativi a febbraio. Le stime di consenso vedono gli indici in lieve calo rispetto a gennaio. Potrebbe infatti essere ancora presto per vedere il pieno effetto del virus sul comparto manifatturiero. Da monitorare invece se l’inatteso calo del PMI servizi sarà confermato.

In area euro negli stessi giorni avremo l’aggiornamento rispettivamente dei PMI manifatturiero e servizi relativi a febbraio dei paesi periferici. Anche qui le stime sono per indici in lieve miglioramento grazie al comparto manifatturiero, in linea con l’andamento registrato in Germania. Rimandato al mese prossimo l’impatto da Covid-19.

Martedì 3 marzo inflazione di febbraio in area euro. Indice headline in ulteriore discesa complice il calo del prezzo del petrolio. Indice core, al contrario, in aumento da 1,1% a 1,2%; nei prossimi mesi l’interruzione delle catene produttive dovrebbe rappresentare un fattore di sostegno per l’inflazione di fondo.

Venerdì 6 marzo un quadro aggiornato a febbraio del mercato del lavoro statunitense. Dopo il fortissimo set di dati di gennaio ci attendiamo un tasso di disoccupazione stabile al 3,6% e crescita salariale intorno al 3,0%, mentre la creazione di nuovi posti di lavoro dovrebbe scendere intorno alle 175 mila unità.

 

 

 

 

 

 

 

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