Radar: Emergenti, un primo passo nella giusta direzione

17/09/2018 Euromobiliare AM SGR
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L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • Decisa salita degli attivi di rischio;
  • Recupero per gli asset emergenti;
  • Venerdì 21/09, rilascio indici PMI manifatturiero e servizi in area euro.

Durata: 3 minuti

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La scorsa settimana in decisa salita gli attivi di rischio, in particolare i listini dei paesi sviluppati.  Sovraperformano l’azionario di area euro e Giappone e l’S&P500 torna vicino ai massimi assoluti.

In ambito obbligazionario governativo segnaliamo che  il rendimento del Treasury decennale sale in area 3% nonostante i dati di inflazione la scorsa settimana siano stati sotto le attese.

In recupero anche gli asset emergenti: l’evento catalizzatore è stato il rialzo dei tassi ufficiali turchi di 625 punti base, al 24%, ben al di sopra delle aspettative. Questa mossa dimostra una maggior reattività da parte della Banca Centrale Turca a fronte della restrizione monetaria adottata dalla Federal Reserve.

Difficile dire se questo primo passo rappresenti l’inizio di un trend per l’intera area emergente, senza dubbio va nella giusta direzione per allentare la pressione sui cambi. In questa ipotesi, dopo circa 9 mesi di deflussi di capitale, maggiori evidenze di stabilizzazione delle valute potrebbero indurre gli investitori a riscoprire una asset class che mostra sia in ambito azionario che obbligazionario valutazioni abbastanza attrenti. Lo spread del debito emergente è infatti in area 400 punti base, nella parte alta del range che ha caratterizzato gli ultimi 6 anni.

Venendo all’agenda economica della settimana, l’aggiornamento più interessante è il rilascio venerdì 21 settembre dei dati preliminari degli indici di confidenza delle imprese dell’area euro relativi al mese in corso.

Ci attendiamo indici PMI sostanzialmente stabili sui livelli elevati degli ultimi due mesi. Se così fosse, avremmo la conferma di certa attenuazione nella divergenza della performance macroeconomica tra fra Stati Uniti Eurozona che sembra ritrovare un po’ di momentum congiunturale dopo una prolungata fase di appannamento.

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