Radar: Fine della tregua commerciale

05/08/2019 Euromobiliare AM SGR
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L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • Il bilancio di luglio è risultato positivo per tutte le asset class dopo un giugno eccezionale;
  • La Fed  il 31 luglio ha proceduto con l’atteso taglio di 25 punti base che ha portato i tassi ufficiali al 2,25%; 
  • Il rendimento del Treasury decennale  scende  sotto il 2,0% ai minimi dell’anno;
  • Il Bund segna nuovi minimi assoluti sotto -0.40%;
  • Lunedì 5 agosto sarà pubblicato l’ISM non Manifatturiero di luglio;
  • Martedì 13 agosto l’aggiornamento sull’andamento dell’inflazione in luglio;
  • Area euro: mercoledì 14 agosto la seconda lettura del PIL relativo al secondo trimestre e la produzione industriale di giugno;
  • USA-CINA: repentino indebolimento dello yuan, che contro dollaro supera la soglia di 7 e scende ai livelli più bassi dal 2008.

Durata: 4 minuti

Il bilancio di luglio è risultato positivo per tutte le asset class dopo un giugno eccezionale; a dominare è stato ancora una volta l’attivismo delle autorità monetarie.  Sono state ben 8 le banche centrali che hanno ridotto il costo del denaro nell’arco del mese, in un crescendo che assomiglia sempre più ad un ciclo di allentamento globale sincronizzato. Ultima ma non ultima la Fed che il 31 luglio ha proceduto con l’atteso taglio di 25 punti base che ha portato i tassi ufficiali al 2,25%. La banca centrale americana ha inoltre annunciato l’immediata conclusione del programma di riduzione del bilancio, anticipandone i termini di due mesi e soprattutto ha aperto alla prospettiva di ulteriori interventi allineandosi dunque alle aspettative del mercato di un mini-ciclo preventivo di tagli che potrebbe arrivare a 75 punti base complessivi.

Con l’inizio di agosto un inaspettato annuncio di Trump riporta prepotentemente in primo piano, per la seconda volta quest’anno, la guerra commerciale sino-americana. Da settembre entrerà in vigore una tariffa del 10% alle importazioni dalla Cina su un controvalore di $300 miliardi di nuovi beni, inclusi quelli di elettronica di consumo, sul cui impatto gli investitori legittimamente si interrogano a fronte di un contesto di debolezza congiunturale generalizzata.

Immediata la reazione dei mercati: il rendimento del Treasury decennale è sceso rapidamente sotto il 2,0% ai minimi dell’anno e il corrispondente Bund ha segnato nuovi minimi assoluti sotto -0.40%. Si sono allargati gli spread di credito e il comparto azionario ha subìto una pesante correzione; sono state le geografie e i settori più sensibili all’andamento ciclico a guidare il ribasso.

Per quanto riguarda il calendario economico le prossime due settimane contemplano pochi appuntamenti di rilievo. Negli Stati Uniti:

Lunedì 5 agosto sarà pubblicato l’ISM non Manifatturiero di luglio,  che dovrebbe confermare la tenuta del comparto servizi, condizione necessaria ma non sufficiente per avvalorare, in prospettiva, uno scenario di ripresa della congiuntura.

Martedì 13 agosto l’aggiornamento sull’andamento dell’inflazione in luglio. La dinamica dei prezzi non dovrebbe riservare particolari sorprese: l’indice core è destinato a rimanere intorno al 2,1%, mentre l’headline potrebbe salire all’1,7 complice la componente volatile.

In area euro segnaliamo mercoledì 14 agosto la seconda lettura del PIL relativo al secondo trimestre e la produzione industriale di giugno.

Nei prossimi giorni l’attenzione degli investitori si concentrerà soprattutto sull’evoluzione dei rapporti fra USA e Cina. La ritorsione attuata da Pechino attraverso un repentino indebolimento dello yuan, che contro dollaro supera la soglia di 7 e scende ai livelli più bassi dal 2008, alza il livello dello scontro fra le due superpotenze. Resta da vedere se il sostegno di politiche monetarie espansive sarà sufficiente per controbilanciare gli effetti economici e finanziari negativi di questa nuova escalation di tensione.

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