Radar: La palla ai policy maker

07/10/2019 Euromobiliare AM SGR
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L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • ISM registra un calo inaspettato riportando in primo piano i timori di recessione;
  • il comparto non manifatturiero lascia presagire un crescente malessere dell’economia americana nel suo complesso;
  • Wall Street chiude con una perdita dello 0,3%;
  • Mercoledì 9 ottobre: saranno pubblicati i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve;
  • Giovedì 10 Ottobre:
    • aggiornamento dati sull'inflazione di settembre;
    • riprenderanno le trattative sul commercio tra Cina e USA.

Durata: 3 minuti e mezzo

 

Settimana dominata dai dati macro americani ed in particolare dalla fiducia delle imprese misurata dall’ISM che ha registrato un calo inaspettato riportando in primo piano i timori di recessione.

Il comparto manifatturiero si conferma l’anello debole: l’indice segna nuovi minimi rimanendo sotto 50 per il secondo mese consecutivo. La spinta al ribasso è dettata dai nuovi ordinativi alle esportazioni, sintomo evidente che la guerra dei dazi è in cima alle preoccupazioni delle aziende. 

Per certi versi, ancora più allarmante, è l’inattesa perdita di momentum evidenziata dal comparto non manifatturiero che lascia presagire un crescente malessere dell’economia americana nel suo complesso.

I dati sul mercato del lavoro robusti hanno almeno in parte attenuato il quadro preoccupante sopra delineato, e tuttavia non sono stati sufficienti a evitare un risultato settimanale negativo per l’azionario.

Wall Street ha chiuso con una perdita dello 0,3%, dimostrando ancora una volta le sue doti di difensività,  mentre sottoperforma l’area dell’euro sulla scorta dell’imposizione di dazi americani alle importazioni di beni agroalimentari per un controvalore di $7,5 miliardi. Di segno diametralmente opposto l’andamento dell’obbligazionario governativo statunitense tanto che gli operatori hanno ricominciato a richiedere a gran voce un intervento della Fed, facendo balzare dal 40% all’ 80% la probabilità di un altro taglio dei Fed Funds a fine ottobre.

In una settimana povera di dati economici di rilievo la palla torna nel campo dei policy maker.

Mercoledì 9 ottobre saranno pubblicati i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve che potranno chiarire se la divisione fra i membri del Consiglio Direttivo è tale da ostacolare una eventuale mossa espansiva già questo mese. Fino ad ora tuttavia la banca centrale è apparsa piuttosto rapida nel rispondere ai rischi legati alla crescita domestica e globale.

L’Inflazione, in particolare quella core, il cui aggiornamento relativo a settembre è previsto per il giovedì 10 ottobre, non dovrebbe per ora influenzare le scelte della Fed. Ci attendiamo infatti l’indice core stabile a 2,4%, mentre quello headline in leggera accelerazione.

Sempre giovedì 10 ottobre occhi puntati su Washington dove riprenderanno le trattative sul commercio tra Cina e USA. Il nostro scenario centrale resta quello di un raggiungimento di un accordo limitato, ma sufficiente ad evitare una escalation di tensione nei rapporti fra i due Paesi.

 

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