Radar: Nessun rifugio

16/03/2020 Euromobiliare AM SGR

L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • La scorsa è stata una delle peggiori settimane per i mercati finanziari dal 1987 con esplosione della volatilità su tutte le principali asset class;
  • L’indice azionario globale accumula un -11,5%, portando il totale delle perdite da inizio anno quasi al 20%;
  • Il mondo a spread vede in territorio negativo tutti i principali indici, da Investment Grade a High Yield;
  • Il tasso Treasury decennale dopo aver toccato un minimo a 0,34% risale rapidamente verso l’1%;
  • L’Italia, maglia nera della settimana, subisce pesanti perdite sia sul fronte azionario che obbligazionario;
  • La Fed , va “all-in” con un taglia di 100 punti base dei Fed Funds a 0,0%-0,25%;
  • La Cina taglia il tasso sulle riserve bancarie di 50 punti base;
  • La BCE aumenta l’ammontare degli acquisti di titoli privati di €120 miliardi fino a fine anno;
  • Indici azionari negativi e governativi core in rialzo fotografano mercati che continuano a far prevalere nell’immediato i rischi di recessione.

 

La scorsa è stata una delle peggiori settimane per i mercati finanziari dal 1987 con esplosione della volatilità su tutte le principali asset class. L’indice azionario globale accumula un -11,5%, portando il totale delle perdite da inizio anno quasi al 20%, in un alternarsi schizofrenico di sedute in forte rialzo e ribasso che culmina nel drammatico il sell-off di giovedì 12 marzo.

Settimana orribile anche per il mondo a spread che vede in territorio negativo tutti i principali indici, da Investment Grade a High Yield passando per debito emergente con perdite che vanno dal 3% al 10%. I differenziali di credito sono raddoppiati nell’ultimo mese e sono ormai prossimi ai massimi del 2016.

Non fanno eccezione i governativi periferici di area euro che continuano ad allargare i differenziali di rendimento rispetto ai corrispondenti titoli tedeschi.

La maggior sorpresa negativa è arrivata però dai governativi core i cui indici registrano anch’essi perdite a fronte di rendimenti in aumento sulle scadenze lunghe. Il tasso Treasury decennale dopo aver toccato un minimo a 0,34% risale rapidamente verso l’1%. Da osservare la tendenza della curva americana all’irripidimento, una dinamica che di norma si osserva nelle fasi che precedono una recessione.

Da segnalare l’Italia, maglia nera della settimana, che complice la diffusione del Covid-19 e le infelici dichiarazione della Presidente Lagarde subisce pesanti perdite sia sul fronte azionario che obbligazionario.

Alla luce delle forti tensioni sui mercati e dei crescenti rischi di recessione globale si è fatta più pressante per le banche centrali la necessità di mantenere ampia la liquidità e di contrastare indesiderati effetti di restrizione delle condizioni finanziarie. La Fed venerdì ha esteso gli acquisti di titoli di stato a tutte le scadenze, non solo al segmento monetario, di fatto riaprendo il QE. Domenica, anticipando gli esiti della riunione prevista per il 18 marzo, va “all-in” con un taglio di 100 punti base dei Fed Funds a 0,0%-0,25% il così detto “Zero Lower Bound” raggiunto durante la crisi finanziaria del 2008, e una riapertura “ufficiale” del quantitative easing senza un termine temporale definito per un ammontare complessivo di $700 miliardi ripartiti tra titoli pubblici ($ 500 miliardi) e mutui cartolarizzati ($200 miliardi).

Un’altra ondata di accomodamento monetario si è estesa a livello globale. La Cina ha tagliato il tasso sulle riserve bancarie di 50 punti base, la Norvegia ha abbassato il costo del denaro di 0.5%, BoJ e banca centrale australiana sono intervenute per prevenire tensioni sulla liquidità. La BCE non ha toccato i tassi ufficiali ma ha aumentato l’ammontare degli acquisti di titoli privati di €120 miliardi fino a fine anno e ha introdotto importanti misure atte a garantire il corretto funzionamento del sistema creditizio.

Anche sul fronte fiscale finalmente ha cominciato ad emergere più di un segnale di attivismo. Il Congresso americano sta lavorando ad un ampio pacchetto di sostegno che include anche tagli alle tasse e contributi specifici alla spesa sanitaria. La Germania sembra ormai pronta a superare il tabù del deficit di bilancio così come la Commissione Europea che dovrebbe rimuovere i vincoli alla spesa pubblica dettati dal Patto di Stabilità.

La parola ora torna ai mercati che all’apertura di lunedì 16 marzo continuano ad essere dominati da forti tensioni. Indici azionari negativi e governativi core in rialzo fotografano mercati che continuano a far prevalere nell’immediato i rischi di recessione al sostegno dei policy maker.

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