Radar: Occhi puntati sulla Fed

17/06/2019 Euromobiliare AM SGR
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L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • La scorsa settimana si registrano guadagni modesti per tutte le asset class;
  • I mercati incorporano aspettative di 3 tagli dei Fed Funds nei prossimi 12 mesi; 
  • Mercoledì 19 giugno la Fed sarà chiamata ad esplicitare le proprie intenzioni;
  • Venerdì 21 saranno pubblicati i dati preliminari di giugno degli indici PMI di Stati Uniti e area dell’euro;
  • Eurozona: la fiducia delle imprese non dovrebbe subire un ulteriore deterioramento - il settore manifatturiero da febbraio è al di sotto del 50;
  • Regno Unito: prosegue il processo di selezione del nuovo leader conservatore.

Durata: 2 minuti e mezzo

La scorsa settimana si registrano guadagni modesti per tutte le asset class dopo l’exploit di inizio mese sull’onda dell’aspettativa di un significativo intervento espansivo da parte della banca centrale americana.

I mercati incorporano infatti  aspettative di 3 tagli dei Fed Funds nei prossimi 12 mesi. In altri termini gli operatori per il momento sembrano sposare l’idea di un mini-ciclo di tagli pur in un contesto non recessivo come nel 1995 o 1998

La palla quindi passa nel campo della Fed che mercoledì 19 giugno sarà chiamata ad esplicitare le proprie intenzioni. Ci attendiamo che la banca centrale lasci invariati i tassi, ma nelle dichiarazioni finali prepari il terreno per futuri tagli a fronte di materiali rischi al ribasso per lo scenario di crescita e inflazione.  Un cambio di traiettoria potrebbe emergere anche dall’aggiornamento trimestrale dei “Dots”, ovvero dalla mediana delle aspettative dei membri del consiglio direttivo sul profilo futuro dei tassi ufficiali. Per quanto riguarda le stime macroeconomiche gli aggiustamenti saranno marginali.

Il calendario economico prevede poi venerdì 21 l’importante aggiornamento degli indicatori anticipatori del ciclo. Saranno infatti pubblicati i dati preliminari di giugno degli indici PMI di Stati Uniti e area dell’euro.

In America, dopo l’inaspettata e forte discesa registrata in maggio, gli indici dovrebbero attestarsi sui livelli del mese scorso, appena sopra la soglia di espansione, sia per il comparto servizi che per quello manifatturiero.

Anche in Eurozona la fiducia delle imprese non dovrebbe subire un ulteriore deterioramento, soprattutto per quanto riguarda il settore manifatturiero che da febbraio è al di sotto di 50.

Una stabilizzazione dei PMI su entrambe le sponde dell’Atlantico sarebbe letto positivamente dagli operatori poiché rappresenterebbe un segnale di tenuta del ciclo globale.

Sul fronte geopolitico prosegue nel Regno Unito Gran Bretagna il processo di selezione del nuovo leader conservatore. I numeri al momento sembrano favorire di Boris Johnson, situazione che inevitabilmente fa aumentare i timori di una Brexit senza accordo.

 

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