Radar:Policy maker ancora protagonisti

15/04/2020 Euromobiliare AM SGR

L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • La Federal Reserve ha deciso di estendere il quantitative easing dai titoli governativi al comparto delle obbligazioni societarie;
  • La Banca di Inghilterra ha esteso il suo campo d’azione: per un limitato periodo di tempo infatti finanzierà direttamente la politica fiscale;
  • L’accordo su un MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) senza condizionalità è sicuramente un risultato positivo;
  • E’ emblematico che lo spread BTP –Bund sulla scadenza decennale abbia superato nuovamente i 200 punti base;
  • Il chiaro intento dei policy maker è di evitare che lo shock da covid-19 si estenda sul mercato finanziario e immobiliare con il rischio di passare ad uno scenario di recessione ad uno di depressione;
  • L’indice azionario globale ha registrato un rialzo del 12,3% guidato dagli Stati Uniti.
  • Nel mondo a spread, tutto in territorio positivo, spicca il comparto High Yield che ha beneficiato di un restringimento dei differenziali nell’ordine dei 100 punti base in Europa e dei 200 negli USA;
  • Segnaliamo mercoledì 15 aprile negli Stati Uniti l’aggiornamento delle vendite al dettaglio relative a marzo che cominceranno a quantificare il calo dei consumi.

Negli ultimi dieci giorni sono stati ancora i policy maker, banche centrali in primis a dominare la scena. 

La Federal Reserve ha deciso di estendere il quantitative esasing dai titoli governativi al comparto delle obbligazioni societarie. Si tratta di una mossa che non ha precedenti nella storia della banca centrale americana che acquisterà non solo emissioni Investment Grade, ma anche High Yield limitatamente ai cosìddetti fallen angel ovvero quei titoli che subiscono un downgrade al livello più alto di rating all’interno dell’High Yield per gli effetti del Coronavirus, e a ETF per somme contenute.

Anche la Banca di Inghilterra ha esteso il suo campo d’azione: per un limitato periodo di tempo infatti finanzierà direttamente la politica fiscale, fornendo immediata liquidità allo Stato per fronteggiare l’emergenza. 

La risposta complessiva in area euro si è dimostrata fino ad ora più confusa e in scala ridotta rispetto agli Stati Uniti. L’accordo su un MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) senza condizionalità è sicuramente un risultato positivo, che tuttavia lascia aperti interrogativi sulla tenuta economica e finanziaria ai Paesi più deboli. 

E’ emblematico che lo spread BTP –Bund sulla scadenza decennale abbia superato nuovamente i 200 punti base.

Sul fronte del mercato del petrolio i Paesi OPEC hanno trovato un punto di incontro su un taglio della produzione di 10 milioni di barili giornalieri, mettendo fine ad una delle peggiori guerre dei prezzi per l’oro nero. Sebbene l’entità della riduzione di barili, il 10% della produzione mondiale sia senza precedenti, non appare sufficiente a colmare il vuoto di domanda dei prossimi mesi. Il prezzo del greggio è tornato infatti sui minimi, intorno ai $20 al barile. 

Il chiaro intento dei policy maker è di evitare che la prima ondata degli effetti dello shock da covid-19 che ha colpito domanda e offerta si estenda al sistema finanziario e immobiliare con il rischio di passare da uno scenario di recessione a uno di depressione. 

In altri termini contenere la dimensione della caduta del PIL e favorirne una rapida ripresa con un'azione il più possibile coordinata fra autorità monetarie e fiscali è il primo obiettivo di tutte le misure varate nell’ultimo mese e mezzo a livello globale. 

Dal punto di vista dei mercati finanziari una tale determinazione da parte delle autorità economiche non puo' che essere accolta positivamente e creano le premesse per un regime di minor volatilità e un re-rating delle attività di rischio. 

Alla luce di quanto sopra descritto non stupisce che negli ultimi giorni abbiano brillato azionario e crediti. L’indice azionario globale ha registrato un rialzo del 12,3% guidato dagli Stati Uniti. Nel mondo a spread, tutto in territorio positivo, spicca il comparto High Yield che ha beneficiato di un restringimento dei differenziali nell’ordine dei 100 punti base in Europa e dei 200 negli USA. In aumento invece i rendimenti governativi sulle scadenze lunghe, in particolare quelli dei periferici di area euro. 

Il calendario della settimana non prevede dati di particolare rilievo.

Segnaliamo mercoledì 15 aprile negli Stati Uniti l’aggiornamento delle vendite al dettaglio relative a marzo che cominceranno a quantificare il calo dei consumi.

 
 

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