Radar: Prove di risk-on

03/12/2018 Euromobiliare AM SGR
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L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • L'azionario registra un guadagno dell'1,2%;
  • I governativi core hanno dato segnali di forza relativa;
  • Tregua commerciale siglata tra Cina e USA al G20;
  • Incertezza politica per quanto riguarda la Brexit e la situazione italiana;
  • Area Euro: mercoledì 5 saranno rilasciati i dati sulla fiducia delle imprese;
  • USA: lunedì 3 e mercoledì 5 dicembre saranno rilasciati rispettivamente gli indici ISM manifatturiero e servizi.

Durata: 4 minuti

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Dopo un ottobre disastroso l’azionario nel suo complesso registra un guadagno dell’1,2% pur in un contesto volatile. Emergenti, Stati Uniti e Giappone sovraperformano, mentre resta indietro l’Europa.
Non possiamo parlare di vero e proprio risk-on perché il credito ha subito un’importante battuta d’arresto in tandem con le materie prime. Il petrolio scende del 20% dopo il calo dell’11% di ottobre.

I governativi core hanno dato segnali di forza relativa, da ricondurre alle evidenze di rallentamento, discesa delle materie prime e banche centrali al margine più accomodanti.

In particolare la Federal Reserve è apparsa orientata ad una maggior flessibilità in merito alla normalizzazione dei tassi con il Presidente Powell che ora stima non troppo lontana la neutralità sui Fed Funds.

Sul fronte dell’agenda politica va accolta favorevolmente la tregua commerciale siglata al G20 tra Cina e USA, esito in linea con le aspettative. Si apre una nuova fase di negoziazioni della durata di 3 mesi che scongiura l’immediato aumento dal 10 al 25% delle tariffe alle importazioni, aumento che da solo avrebbe comportato notevole stress sia per l’economia globale che per i mercati finanziari.

Resta elevata invece l’incertezza inerente gli altri due capitoli dell’agenda politica. Per quanto riguarda la Brexit siamo in attesa del risultato del voto parlamentare inglese l’11 dicembre, sulla proposta della May che, secondo gli osservatori, è a rischio bocciatura.

Venendo all’Italia resta bassa la visibilità sulla manovra di bilancio e l’eventuale punto di compromesso con l’UE per scongiurare la procedura di infrazione. L’equilibrio dello spread si è mantenuto in un intorno di 300 punti base consentendo in novembre un ritorno positivo dell’indice obbligazionario governativo Italiano.

Denso il calendario economico denso della settimana.

In area euro mercoledì 5 novembre sono previsti i dati finali sulla fiducia delle imprese in novembre; inutile dire che i riflettori saranno puntati sull’indice composto italiano, dopo che il PMI del comparto manifatturiero è sceso a 48,6, sotto la soglia di 50 per il secondo mese consecutivo a differenza di quelli degli altri paesi.

Negli USA avremo il polso della situazione su crescita e inflazione. Lunedì 3 e mercoledì 5 dicembre saranno rilasciati rispettivamente gli indici ISM manifatturiero e servizi, utili per fare chiarezza su entità del rallentamento congiunturale.

Venerdì 7 dicembre poi si completa il quadro con l’aggiornamento mensile sul mercato del lavoro. La crescita salariale potrebbe salire al 3,2% un nuovo picco di questo ciclo, sostenendo in prospettiva la dinamica dei prezzi. 

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