Radar: Ritorno del risk-on

09/09/2019 Euromobiliare AM SGR
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L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • L’indice ISM manifatturiero a 49.1 ha fatto precipitare la fiducia delle imprese al di sotto della soglia di espansione;
  • I mercati azionari hanno messo a segno rialzi in media di 1.8%, guidati dai settori più ciclici e dai finanziari;
  • Occhi puntati sulla BCE che si riunirà giovedì 12 settembre;
  • Taglio sul tasso sui depositi di almeno 10 punti base a -0,50%; 
  • Il nuovo QE potrebbe raggiungere un ammontare complessivo nell’ordine dei € 300-400 mld di titoli sia governativi che societari;
  • Giovedì 12 settembre: pubblicazione dei dati di inflazione di agosto negli USA;
  • Brexit: Lunedì 9 è prevista la ratifica definitiva della legge che blocca l’uscita senza accordo.

Durata: 5 minuti

 

La scorsa settimana non ha preso avvio sotto i migliori auspici con la lettura di agosto dell’indice ISM manifatturiero a 49.1,  un calo di oltre 2 punti che ha fatto precipitare la fiducia delle imprese al di sotto della soglia di espansione e sorpreso negativamente gli investitori.  A preoccupare è stato anche l’acuirsi della debolezza dei nuovi ordinativi, una componente anticipatoria dell’indice, tornata a livelli non più registrati dal 2012.

Nonostante le scoraggianti premesse nei giorni successivi qualche dato economico migliore delle attese, come l’ISM non-manifatturiero in aumento e un mercato del lavoro americano che ben fotografa un ciclo piuttosto maturo ma non necessariamente alla vigilia di una recessione, insieme ad una de-escalation sul fronte geopolitico, hanno finito per determinare un risultato complessivo decisamente all’insegna del risk-on.

I mercati azionari hanno infatti messo a segno rialzi in media di 1.8%, guidati dai settori più ciclici e dai finanziari, a fronte una risalita dei tassi governativi di qualche punto base.  Due a nostro avviso le possibili interpretazioni di questo movimento:

  • La prima, più immediata, attiene ad un fisiologico aggiustamento dell’obbligazionario governativo dopo il climax ascendente che ha caratterizzato il mese di agosto, molto evidente anche nella dinamica dei flussi dei fondi.
  • La seconda, più virtuosa ma ancora tutta da dimostrare, vorrebbe che gli investitori ritengano che il peggio del rallentamento congiunturale sia alle spalle. In questa narrativa svolgono un ruolo fondamentale le misure espansive monetarie e fiscali adottate nei mesi scorsi nonché attese nel corso di settembre.

Aspettando di verificare quale delle due ipotesi sarà quella corretta occhi puntati sulla BCE che si riunirà giovedì 12 settembre. Nonostante siano emerse con chiarezza negli ultimi giorni posizioni contrastanti all’interno del Consiglio Direttivo sull’opportunità di mettere immediatamente in atto tutte le misure espansive già annunciate, riteniamo che la banca centrale varerà un ampio pacchetto che dovrebbe includere:

Un taglio sul tasso sui depositi di almeno 10 punti base a -0,50% accompagnato da un sistema di applicazione a scaglioni che mitighi l’impatto di tassi negativi sulla redditività degli istituti di credito.
La riapertura del programma di acquisto titoli, la misura più controversa. Il nuovo QE potrebbe raggiungere un ammontare complessivo nell’ordine dei € 300-400 mld di titoli sia governativi che societari per una durata di 9-12 mesi.
Una rivisitazione della Forward Guidance  potrebbe condizionare in maniera più diretta la traiettoria dei tassi ufficiali al raggiungimento dell’obiettivo di inflazione.

La BCE inoltre abbasserà tutte le sue stime di crescita e inflazione fino al 2021 alla luce dei deboli dati macro. 

Il calendario della prossima settimana prevede inoltre la pubblicazione dei dati di inflazione di agosto negli USA sempre giovedì 12 settembre. L’indice core potrebbe salire di 1 decimo di punto a 2,3%, mentre l’headline dovrebbe rimanere stabile a 1.8% effetto del calo dei prezzi della benzina.

Infine sul fronte geopolitico segnaliamo:

  • Hong Kong, dove non accenno a diminuire le tensioni, con i manifestanti che chiedono ora nuove elezioni;
  • Brexit. Lunedì 9 è prevista la ratifica definitiva della legge che blocca l’uscita senza accordo, la così detta Benn bill. Il primo ministro Boris Johnson sarà obbligato a chiedere a Bruxelles un rinvio dell'uscita se non si troverà un accordo tra tutte le parti entro il 19 ottobre. L’approvazione di questa legge riduce fortemente le probabilità di un no-deal Brexit ma non le azzera. Se Johnson questa settimana riuscisse a far passare la mozione per andare a elezioni entro il 31 ottobre, ottenendo la maggioranza potrebbe sempre annullare la Benn bill.   

 

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