Radar: Scompiglio nel petrolio

27/04/2020 Euromobiliare AM SGR

L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • La scorsa settimana si è manifestata una certa cautela da parte degli investitori alimentata dal crash del petrolio e dati economici che continuano a sorprendere al ribasso;
  • Lunedì 20 il prezzo del greggio ha subito un tracollo e il future scadenza maggio del WTI è sceso per la prima volta nella storia in territorio negativo;
  • Gli spread di credito High Yield del settore Energy statunitense si sono allargati;
  • Rendimenti di Treasury e Bund hanno mantenuto un trend discendente;
  • Lo spread BTP –Bund sulla scadenza decennale ha toccato un massimo a 260 punti base per poi chiudere venerdì in area 236 con la conferma del rating sull’Italia da parte di Standard & Poor (BBB con Outlook negativo);
  • Sul fronte macro i dati restano da scenario post-bellico con la fiducia delle imprese americane ed europee che è scesa a nuovi minimi storici;
  • Riunione di Fed e BCE rispettivamente mercoledì 29 e giovedì 30 aprile;
  • Negli USA mercoledì 29 aprile la prima stima del PIL relativo al primo quarto dell’anno vedrà un calo del 3,9% annualizzato;
  • Venerdì 1 maggio sarà pubblicato l’ISM manifatturiero di aprile in discesa verticale specchio del lockdown;
  • Giovedì 30 aprile in area euro la prima lettura del PIL relativo al primo trimestre e i dati preliminari di inflazione di aprile.

 

La scorsa settimana si è manifestata una certa cautela da parte degli investitori alimentata dal crash del petrolio e dati economici che continuano a sorprendere al ribasso

Azionario, credito High Yield e debito emergente hanno subito correzioni tra lo 0.4% e il 2,7%.

Lunedì 20 il prezzo del greggio ha subito un tracollo e il future scadenza maggio del WTI è sceso per la prima volta nella storia in territorio negativo. In un contesto di significativo disequilibrio fra domanda e offerta sono entrati in gioco aspetti tecnici legati alla scadenza dei future e ad un sopraggiunto limite fisico alla capacità di immagazzinare scorte. Conseguenze piuttosto contenute per azioni e obbligazioni societarie legate all’oro nero. 

Gli spread di credito High Yield del settore Energy statunitense si sono allargati, ma sono rimasti ben sotto i massimi di marzo. In altri termini gli operatori sembrano attribuire un valore temporaneo all’attuale dislocazione nel prezzo del petrolio.

Rendimenti di Treasury e Bund hanno mantenuto un trend discendente, mentre la periferia dell’Eurozona, Italia in testa, ha continuato a risentire della scala ridotta delle misure di politica fiscale adottate. Se il Consiglio Europeo ha dato il via libera dal 1° giugno ad un pacchetto di €540 miliardi suddiviso in fondi per spese sanitarie (MES), sostegno alla occupazione (Sure) e alle imprese (BEI), la strada per la definizione di dimensione e funzionamento del Recovery Fund appare ancora in salita.

Lo spread BTP –Bund sulla scadenza decennale ha toccato un massimo a 260 punti base per poi chiudere venerdì in area 236 con la conferma del rating sull’Italia da parte di Standard & Poor (BBB con Outlook negativo). Secondo l’agenzia, per non subire un downgrade al di sotto dell’Investment Grade, il nostro Paese dovrà dimostrare di mettere il debito pubblico su un sentiero di rientro nei prossimi tre anni; rilevanti per il mantenimento dell’affidabilità creditizia interventi efficaci da parte della UE.

Sul fronte macro i dati restano da scenario post-bellico con la fiducia delle imprese americane ed europee che è scesa a nuovi minimi storici. PMI servizi il più penalizzato: in area euro è passato da 52,6 a 11,7 nell’arco di 2 mesi.

Il calendario della settimana è denso di appuntamenti.

Riunione di Fed e BCE rispettivamente mercoledì 29 e giovedì 30 aprile. Non ci attendiamo annunci di nuove misure, entrambe le banche centrali faranno un bilancio di quelle adottate fino ad ora. Sottolineeranno inoltre gli spazi di manovra ancora a disposizione, soprattutto la banca centrale europea.

Negli USA mercoledì 29 aprile la prima stima del PIL relativo al primo quarto dell’anno vedrà un calo del 3,9% annualizzato, preludio di un secondo trimestre decisamente peggiore. Venerdì 1 maggio sarà pubblicato l’ISM manifatturiero di aprile in discesa verticale specchio del lockdown.

Giovedì 30 aprile in area euro la prima lettura del PIL relativo al primo trimestre e i dati preliminari di inflazione di aprile dipingeranno un quadro di iniziale contrazione nell’ordine del 3,5% e pressioni deflazionistiche che riporteranno gli indici dei prezzi al consumo ai livelli minimi di questo ciclo.

 

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