Radar: Svolta fiscale UE

27/07/2020 Euromobiliare AM SGR

L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • La scorsa settimana ha preso avvio all’insegna dell’ottimismo per l’azionario grazie al raggiunto accordo sul Recovery Fund
  • Nel mondo a spread in evidenza il BTP, massimo beneficiario della nuova svolta fiscale dell’Unione Europea
  • L’Europa continentale si allinea ad un trend globale in cui a politiche monetarie espansive si accompagnano politiche fiscali pro-cicliche
  • Il calendario della settimana prevede la pubblicazione dei primi dati sulla crescita del PIL nel secondo trimestre delle più rilevanti geografie
  • Mercoledì 29 si riunirà la banca centrale americana che, nelle ultime settimane, ha rallentato il ritmo di espansione del bilancio, segno di un diminuito stress finanziario nel sistema

La scorsa settimana ha preso avvio all’insegna dell’ottimismo per l’azionario grazie al raggiunto accordo sul Recovery Fund, ma ha poi lasciato spazio a qualche presa di profitto sulla scorta di nuove tensioni tra Cina e Stati Uniti e di qualche dubbio sul momentum della ripresa americana alla luce di una persistente incertezza legata alla dinamica dei contagi Covid-19. Il bilancio complessivo ha visto il MSCI World ritracciare di uno 0,6% con una rotazione settoriale che ha penalizzato soprattutto il comparto tecnologico.

Nel mondo a spread in evidenza il BTP, massimo beneficiario della nuova svolta fiscale dell’Unione Europea, che ha registrato un calo del differenziale rispetto al Bund sulla scadenza decennale di una quindicina di punti base assestandosi sotto i 150 bps. La struttura del pacchetto “Next Generation EU” a sostegno della crescita è di €390 miliardi di finanziamenti a fondo perduto e di €360 miliardi di prestiti, di cui l’Italia è il maggior fruitore (28% del totale). L’Europa continentale si allinea così ad un trend globale in cui a politiche monetarie espansive si accompagnano politiche fiscali pro-cicliche, volte a contrastare gli effetti economici negativi della pandemia. Il finanziamento dell’intero ammontare, attraverso emissioni di titoli obbligazionari europei, rappresenta inoltre un passo decisivo verso un progetto più ampio di unificazione fiscale e, in ultima analisi, verso gli Eurobond.

In questa prospettiva si spiega anche il rafforzamento della moneta unica, che è tornata sopra 1,16 contro dollaro per la prima volta da diciotto mesi a questa parte. Biglietto verde che peraltro ha continuato a mostrare debolezza nei confronti di tutte le principali valute a fronte della costante discesa dei rendimenti reali, sempre più in territorio negativo. Non sorprende che l’oro abbia superato $1900 l’oncia, un livello prossimo ai massimi storici registrati solo nel 2011 quando, in occasione della crisi dei debiti sovrani, la Federal Reserve aveva fatto ricorso ad una massiccia espansione del proprio bilancio.

Il calendario della settimana prevede la pubblicazione dei primi dati sulla crescita del PIL nel secondo trimestre delle più rilevanti geografie.

In USA si stima un calo trimestrale annualizzato superiore al 30% e in Eurozona intorno al 40%, il peggiore dal dopoguerra che ben evidenzia gli effetti della serrata globale. I previsori tuttavia, alla luce del recupero evidenziato dagli indici di fiducia delle imprese, sono già proiettati su un miglioramento della congiuntura nella seconda metà dell’anno.

Mercoledì 29 si riunirà la banca centrale americana che, nelle ultime settimane, ha rallentato il ritmo di espansione del bilancio, segno di un diminuito stress finanziario nel sistema. Nessun nuovo annuncio da parte di Powell che potrebbe invece delineare la possibilità di un cambio nella strategia comunicativa (forward guidance) in senso meno discrezionale. Si tratterebbe di aumentare la chiarezza sulla funzione di reazione della banca centrale con l’obiettivo di ridurre ulteriormente l’incertezza degli operatori e quindi il livello di equilibrio dei tassi.

Infine focus sul fronte fiscale americano con il Congresso che dovrebbe dare il via libera alla proroga delle misure anti-crisi per almeno $1000 miliardi.

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