Radar: Terzo trimestre sulle montagne russe

30/09/2019 Euromobiliare AM SGR
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L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • Terzo trimestre sulle montagne russe per via delle alterne vicende sul fronte geopolitico
  • Sul fronte macroeconomico il contesto è rimasto improntato alla debolezza
  • Politiche monetarie sempre più accomodanti hanno fatto da contraltare ai dati economici e alle tensioni geopolitiche

Durata: 4 minuti 

Terzo trimestre sulle montagne russe con fasi di risk-on e risk-off, sebbene di contenuta intensità, dettate dalle alterne vicende sul fronte geopolitico con la guerra commerciale sempre in primo piano, a cui si sono aggiunte l’incertezza della Brexit, la crisi politica italiana, i disordini di Hong Kong e infine gli attacchi agli impianti petroliferi sauditi.

Sul fronte macroeconomico il contesto è rimasto improntato alla debolezza concentrata sul settore manifatturiero. Qualche segnale più incoraggiante è arrivato dall’economia americana, in particolar modo dal settore immobiliare che sembra cominciare a beneficiare della pronunciata da discesa dei tassi degli ultimi 12 mesi.

Politiche monetarie sempre più accomodanti hanno fatto da contraltare ai dati economici e alle tensioni geopolitiche tanto da consegnarci un bilancio del terzo trimestre in territorio positivo per tutte le asset class che mostrano nel complesso una bassa dispersione delle performance (ritorni allineati).

Fanno eccezione in negativo l’azionario emergente, penalizzato dalla forza del dollaro, e in positivo l’Italia. Gli asset finanziari domestici, in particolare del BTP, hanno beneficiato del sostanziale ridimensionato del premio richiesto per il rischio di uscita dall’euro con la formazione del nuovo governo.

Il quarto trimestre prende avvio ancora nel pieno di questo tiro alla fune fra debolezza macroeconomica e allentamento monetario con gli investitori che non riescono a risolversi a far pendere l’ago della bilancia in favore di uno scenario di ripresa o uno di recessione.

Il calendario di questa settimana è denso di appuntamenti di rilievo. Partendo dagli Stati Uniti:

  • Martedì 1 ottobre sarà pubblicato ISM manifatturiero di settembre. L’indice, che in agosto è sceso sotto la soglia di espansione per la prima volta dal 2016, dovrebbe salire leggermente a fronte di dati regionali misti.
  • Giovedì 3 ottobre sarà la volta dell’ISM non manifatturiero che dopo l’exploit di agosto ci attendiamo ritracci verso 55, il valore medio registra in questo ciclo.
  • Venerdì 4 ottobre avremo l’aggiornamento sul mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione rimarrà ancora intorno a 3,7%. Per quanto riguarda i nuovi occupati il consenso stima un numero intorno a 140 mila unità. Guardando alla media trimestrale è evidente un rallentamento nel ritmo di creazione di nuovi posti di lavoro che appare fisiologico in una fase avanzata del ciclo. Da monitorare la crescita dei salari attesa stabile a 3.2%, un livello che fino ad ora non ha generato pressioni inflazionistiche.

Passando all’area euro:

  • Martedì 1 ottobre sarà rilasciato il dato preliminare di inflazione relativa al mese si settembre. L’indice headline dovrebbe mostrare un lieve calo complice un prezzo del petrolio che su base annua risulta in diminuzione. L’indice core al contrario è stimato in modesta accelerazione grazie alla componente servizi.

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