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11/03/2020 Euromobiliare AM SGR

L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • In questi primi dieci giorni di marzo si è chiusa, almeno in parte, la divergenza di scenario sottesa da asset di rischio e non;
  • Il rendimento governativo statunitense sulla scadenza decennale ha toccato 0,5%;
  • Nel mondo a spread il comparto High Yield globale ha subito da inizio mese un allargamento di oltre 100 punti base;
  • L’indice globale regista un -7,5% e accumula dai massimi di febbraio una perdita vicina al 20%;
  • Collasso del prezzo del greggio tornato vicino a $30 dollari, i minimi del 2016;
  • All’apertura di mercoledì 11 marzo la Banca d’Inghilterra effettua il suo primo intervento emergenziale dal 2008; taglia i tassi di 50 punti base;
  • Giovedì 12 marzo attesa per la riunione della BCE che sicuramente si unirà a Fed e BoE nell’intraprendere nuove misure espansive.

 

In questi primi dieci giorni di marzo si è chiusa, almeno in parte, la divergenza di scenario sottesa da asset di rischio e non, con le valutazioni di crediti e azionario che si sono allineate ad un quadro di rallentamento, ma non di recessione. La discesa verticale dei tassi Treasury, in particolare della componete legata alle aspettative di inflazione, così come l’esplosione al rialzo della volatilità sono lo specchio di una crescente probabilità di sviluppi recessivi.

Il rendimento governativo statunitense sulla scadenza decennale ha toccato 0,5%, nuovi minimi assoluti, in calo di circa 140 punti base dai livelli di inizio anno. Stessa dinamica per il Bund tedesco, il cui tasso a dieci anni si è rapidamente avvicinando a -1,0%.

Nel mondo a spread il comparto High Yield globale ha subito da inizio mese un allargamento di oltre 100 punti base, del resto differenziali di credito nell’ordine di 500 punti base non erano sostenibili a fronte di un VIX che è salito verticalmente fino a raggiungere il livello di 50.

In termini assoluti continua ad essere l’azionario l’asset class più colpita dall’ondata di vendite, culminata il 9 marzo in un movimento di sell-off giornaliero fra i peggiori della storia dei mercati finanziari con l’indice globale che regista un -7,5% e accumula dai massimi di febbraio una perdita vicina al 20%.

Ad aggiungere tensione, in un contesto già difficile, è il collasso del prezzo del greggio tornato vicino a $30 dollari, i minimi del 2016. Il mancato accordo su un taglio alla produzione fra i paesi OPEC, per contrastare il calo previsto della domanda di barili, ha portato l’Arabia Saudita ad intraprendere una guerra dei prezzi atta a penalizzare Russia e produttori marginali statunitensi. Ne risente soprattutto il comparto High Yield americano fortemente esposto al settore energia.

In conclusione l’attuale regime di elevata volatilità, specchio della diffusione globale del Covid-19 e dell’ampia incertezza sulle sue conseguenze macro e micro economiche, rende ancora vulnerabili le asset class di rischio a ulteriori fasi di correzione.

All’apertura di mercoledì 11 marzo la Banca d’Inghilterra effettua il suo primo intervento emergenziale dal 2008; taglia i tassi di 50 punti base portandoli a 0,25% e annuncia misure atte a mantenere ampia la liquidità al sistema finanziario e supportare il credito alle imprese.

Giovedì 12 marzo attesa per la riunione della BCE che sicuramente si unirà a Fed e BoE nell’intraprendere nuove misure espansive. Possibili sia l’aumento l’importo mensile di acquisto di titoli, ora a €20 miliardi, che il lancio di operazioni capaci di garantire il pieno funzionamento del canale creditizio.

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