Radar: Trend rialzista intatto

20/07/2020 Euromobiliare AM SGR

L'Investment Strategist di Euromobiliare AM SGR presenta la settimana economico finanziaria. Approfondimenti, dati e notizie d'interesse per gli investitori.

In evidenza:

  • La scorsa settimana gli asset di rischio hanno mantenuto una solida impostazione al rialzo in assenza di significativi sviluppi macroeconomici. Sullo sfondo restano le incertezze relative alla pandemia e agli sviluppi del Consiglio Europeo chiamato a decidere sul Recovery Fund.
  • La salita dell’indice azionario globale è guidata da Europa e Giappone, in una serie di sedute in cui emerge una rotazione a scapito dei temi di crescita secolare che ha finito per penalizzare i vincitori delle scorse settimane, in primis NASDAQ e MSCI Cina.
  • Sempre sul fronte azionario degno di nota l’indice di volatilità implicita dell’S&P500 che, con la chiusura di venerdì, si è portato in area 25, secondo livello più basso dallo scoppio della crisi.
  • Al via la stagione dei risultati aziendali del 2Q20. In USA si registrano cali di fatturato e utili  rispettivamente del 10,5% e 44,0% che sono già ampiamente scontati dal mercato. Le stime dei previsori degli EPS 2020 e 2021 per l’S&P500 da maggio non hanno infatti più subito revisioni al ribasso.
  • In calendario venerdì 24 in USA e area euro i dati preliminari di luglio della fiducia delle imprese che ne dovrebbe sancire la risalita sopra la soglia di espansione. Si tratterebbe del terzo mese consecutivo di recupero degli indici PMI dai minimi di aprile, a conferma di una progressiva normalizzazione dell’attività economica.

La scorsa settimana gli asset di rischio hanno mantenuto una solida impostazione al rialzo in assenza di significativi sviluppi macroeconomici. Sullo sfondo il Consiglio Europeo chiamato a decidere sul Recovery Fund, oltre a nuovi casi giornalieri di contagio da Covid-19 che globalmente hanno raggiunto i livelli massimi dall’inizio dell’emergenza sanitaria. 

La salita dell’indice azionario globale è guidata da Europa e Giappone, in una serie di sedute in cui emerge una rotazione a scapito dei temi di crescita secolare che ha finito per penalizzare i vincitori delle scorse settimane, in primis NASDAQ e MSCI Cina.

Sempre sul fronte azionario degno di nota l’indice di volatilità implicita dell’S&P500 che, con la chiusura di venerdì, si è portato in area 25, secondo livello più basso dallo scoppio della crisi.

In questo contesto ha preso il via la stagione dei risultati delle aziende statunitensi relativi al secondo trimestre, che mette in luce i pesanti effetti della serrata globale con cali di fatturato e utili rispettivamente del 10,5% e 44,0%. Si tratta di numeri comparabili al punto più basso della Grande Crisi Finanziaria, ma ampiamente scontati dal mercato che è già focalizzato su un miglioramento della redditività nei prossimi trimestri. Le stime di consenso degli EPS dell’S&P500 per il 2020 e 2021 da inizio maggio non hanno infatti più subito revisioni al ribasso.

Nel mondo a spread discesa dei differenziali accompagnata da tassi governativi risk-free stabili favorisce le emissioni a più basso merito di credito.

Il calendario della settimana prevede venerdì 24 luglio in USA e area dell’euro la pubblicazione dei dati preliminari di luglio della fiducia delle imprese che ne dovrebbe sancire la risalita al di sopra della soglia di espansione, sia per il comparto manifatturiero che dei servizi in entrambe le geografie. Si tratterebbe del terzo mese consecutivo di recupero degli indici PMI dai minimi di aprile, a conferma di una progressiva normalizzazione dell’attività economica.

Nelle prossime settimane tema caldo sarà quello fiscale. Negli Stati Uniti cresce l’aspettativa per una estensione, oltre il termine di luglio, dei sussidi approvati dal Governo tra marzo e aprile. In area euro prosegue oltre il fine settimana il negoziato sul Recovery Fund da €750 miliardi, ancora bloccato sulla ripartizione dei fondi fra finanziamenti a fondo perduto e prestiti.

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